Le correlazioni intermarket: oro, petrolio, tassi e valute
- I mercati sono collegati: oro, petrolio, tassi e azioni influenzano alcune valute in modo regolare.
- Una correlazione misura una tendenza a muoversi insieme, non una legge: si rafforza, si indebolisce e a volte si inverte.
- Usa le correlazioni per confermare un'idea e per evitare di prendere due volte lo stesso rischio.
Nessun mercato vive da solo. Il prezzo del petrolio pesa sull'economia canadese, i rendimenti americani attirano i capitali giapponesi, la propensione per le azioni favorisce il dollaro australiano. L'analisi intermarket studia questi legami. Ti aiuta a capire perché una coppia si muove anche se non è uscito alcun dato, e a cogliere segnali guardando altri mercati.
Cos'è una correlazione?
Una correlazione misura quanto due asset si muovono insieme. Il coefficiente va da +1 (si muovono sempre nella stessa direzione) a -1 (si muovono sempre in direzione opposta). Intorno a 0 non c'è un legame regolare. Si calcola su un periodo preciso, per esempio i rendimenti giornalieri degli ultimi tre mesi.
| Coefficiente | Lettura |
|---|---|
| Da +0,7 a +1 | Forte correlazione positiva |
| Da +0,3 a +0,7 | Correlazione positiva moderata |
| Da -0,3 a +0,3 | Legame debole o assente |
| Da -0,7 a -0,3 | Correlazione negativa moderata |
| Da -1 a -0,7 | Forte correlazione negativa |
Le materie prime: oro, petrolio e valute
L'oro è quotato in dollari. Quando il dollaro si rafforza, l'oro diventa più caro per chi compra in altre valute, e questo pesa sulla domanda. Ecco perché XAU/USD si muove spesso all'opposto dell'indice del dollaro.
L'oro è anche molto sensibile ai tassi reali, cioè i tassi d'interesse al netto dell'inflazione. L'oro non paga interessi: quando gli impieghi senza rischio rendono molto al netto dell'inflazione, tenere oro ha un costo-opportunità più alto. Ma nei periodi di crisi oro e dollaro possono salire insieme, perché entrambi fanno da rifugio.
Il Canada è un grande esportatore di petrolio. Quando il barile sale, i ricavi dell'export aumentano e la domanda di dollari canadesi segue. USD/CAD tende quindi a scendere quando il petrolio sale, perché il CAD si rafforza. Lo stesso ragionamento vale, in misura minore, per la corona norvegese.
Questo legame non è meccanico. Se la Bank of Canada e la Fed seguono percorsi dei tassi molto diversi, il differenziale può prevalere sul petrolio per mesi. Verifica sempre se il legame è attivo nel periodo recente.
I tassi americani, il dollaro e lo yen
Quando i rendimenti dei titoli di Stato americani salgono, investire in dollari diventa più attraente. La relazione si vede soprattutto su USD/JPY: quando lo scarto tra rendimenti americani e giapponesi si allarga, la coppia tende a salire, e viceversa.
Per chi opera su USD/JPY, il rendimento americano a 10 o a 2 anni è quindi un'informazione utile quanto il grafico stesso. Un rialzo brusco dei rendimenti dopo un dato d'inflazione si legge spesso subito sulla coppia. Il legame può rompersi in un risk-off violento: lo yen fa allora da rifugio e sale anche se i tassi americani restano alti.
Le azioni e il dollaro australiano
Il dollaro australiano è considerato una valuta pro-rischio. L'Australia esporta molte materie prime, soprattutto verso la Cina, e l'AUD beneficia delle fasi di crescita globale e di ottimismo. Si muove quindi spesso nella stessa direzione degli indici azionari come l'S&P 500.
| Relazione | Direzione abituale | Perché |
|---|---|---|
| Oro e dollaro | Inversa | L'oro è quotato in dollari e non paga interessi |
| Petrolio e USD/CAD | Inversa | Il petrolio sostiene il CAD, quindi USD/CAD scende |
| Rendimenti USA e USD/JPY | Stessa direzione | Lo scarto dei tassi attira capitali verso il dollaro |
| Azioni e AUD/USD | Stessa direzione | L'AUD beneficia della propensione al rischio |
| EUR/USD e USD/CHF | Inversa | Il dollaro sta da entrambe le parti, in posizione opposta |
Esistono anche correlazioni meccaniche tra coppie di valute. EUR/USD e GBP/USD si muovono spesso nella stessa direzione, perché il dollaro è al denominatore di entrambe e le economie europee sono legate. EUR/USD e USD/CHF si muovono invece in direzione opposta: il dollaro è al primo posto in una e al secondo nell'altra. Questi legami sono più stabili, ma variano anche loro.
Le correlazioni cambiano
È il punto più importante della lezione. Una correlazione è una media del passato. Dipende dal tema che domina il mercato. Quando preoccupa l'inflazione, i tassi dettano quasi tutto. Quando scoppia una crisi, tutti gli asset rischiosi crollano insieme e i rifugi salgono, creando correlazioni che qualche settimana prima non esistevano.
- Correlazione petrolio / CAD su 12 mesi
- forte
- Correlazione petrolio / CAD su 1 mese
- debole
- Tema del momento
- differenziale dei tassi tra Fed e Bank of Canada
- Lettura
- il petrolio non basta più a spiegare USD/CAD, dominano i tassi
Situazione di fantasia. Confronta sempre un periodo lungo e uno breve prima di fidarti di un legame.
Un metodo semplice è confrontare la correlazione su un periodo lungo, per esempio un anno, e su un periodo breve, per esempio un mese. Se sono vicine, il legame è stabile e puoi appoggiarti a esso. Se divergono molto, il mercato sta cambiando tema, ed è spesso un momento in cui i riferimenti abituali ingannano i trader.
Come usarle in pratica
- Confermare: se pensi di comprare AUD/USD e anche gli indici azionari salgono, la tua idea è coerente con il mercato.
- Allertare: se USD/JPY sale mentre i rendimenti americani scendono, diffida, il movimento potrebbe essere fragile.
- Limitare l'esposizione: comprare EUR/USD e vendere USD/CHF insieme è in gran parte la stessa scommessa contro il dollaro. Il tuo rischio reale raddoppia.
- Verificare regolarmente: ricalcola o consulta le correlazioni recenti invece di fidarti di una regola imparata una volta per tutte.
Verifica di aver capito
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