PIL, PMI, ISM e vendite al dettaglio: misurare la crescita
- Il PIL è la misura più completa della crescita, ma arriva tardi e viene rivisto più volte.
- Un PMI sopra 50 segnala espansione, sotto 50 contrazione: è un indicatore anticipatore e rapido.
- Le vendite al dettaglio raccontano i consumi, il primo motore di molte economie sviluppate.
Un'economia che accelera attira capitali e spinge la sua banca centrale a mantenere tassi alti. Un'economia che rallenta fa il contrario. Per seguire questo ritmo, i trader hanno a disposizione diversi termometri. Alcuni sono precisi ma lenti, altri rapidi ma più approssimativi. Sapere quale guardare, e quando, cambia molto la tua lettura del mercato.
Il PIL: la foto completa, ma in ritardo
Il prodotto interno lordo misura il valore di tutto ciò che un Paese produce in un periodo. È la misura di riferimento della crescita. Viene pubblicato ogni trimestre e il suo limite principale è il ritardo: quando esce, il trimestre è finito da settimane.
Negli Stati Uniti il PIL arriva in più tappe: una stima preliminare (advance) circa un mese dopo la fine del trimestre, poi una seconda e una terza stima nei mesi successivi, sempre più complete. È la prima a muovere di più il mercato, perché porta l'informazione nuova. Le successive contano solo se la revisione è importante.
Nell'area euro Eurostat pubblica una stima rapida circa un mese dopo la fine del trimestre, spesso preceduta dai dati di Germania, Francia e Italia. Nel Regno Unito l'ufficio statistico pubblica perfino una stima mensile del PIL, il che ne fa un appuntamento più frequente per la sterlina.
I PMI: il polso delle aziende
Gli indici PMI (Purchasing Managers' Index) nascono da indagini mensili presso i responsabili acquisti. Le domande sono semplici: ordini, produzione, organico, tempi di consegna sono in aumento, stabili o in calo? Le risposte vengono aggregate in un indice.
L'indice non misura l'ampiezza della crescita ma la sua diffusione: la quota di aziende che vedono migliorare la propria attività. Una discesa sotto 50 è un segnale forte, soprattutto se dura. Esistono PMI manifatturieri, PMI dei servizi e indici compositi che combinano i due.
Il loro grande vantaggio è la rapidità. I PMI flash, stime preliminari pubblicate verso la fine del mese in corso per area euro, Regno Unito, Stati Uniti e altri Paesi, danno un'immagine dell'attività prima ancora che il mese sia finito. Ecco perché muovono spesso l'euro e la sterlina.
L'ISM: la versione americana di riferimento
Negli Stati Uniti il mercato segue anche gli indici dell'ISM (Institute for Supply Management). Si basano sullo stesso principio e sulla stessa soglia di 50. L'ISM manifatturiero esce il primo giorno lavorativo del mese, l'ISM servizi il terzo. I loro sottoindici sono preziosi: i nuovi ordini anticipano l'attività futura, i prezzi pagati danno un'idea delle pressioni inflazionistiche, la componente occupazione serve da indizio prima dell'NFP.
- PMI precedente
- 49,2
- Consenso
- 49,5
- Pubblicato
- 51,0
- Sottoindice nuovi ordini
- in forte rialzo
- Lettura
- ritorno in zona di espansione e sorpresa positiva, la valuta tende a salire
Numeri di fantasia. Il superamento della soglia di 50 rafforza l'effetto della sorpresa.
Le vendite al dettaglio: l'umore del consumatore in numeri
Nelle grandi economie sviluppate i consumi delle famiglie pesano molto sul PIL. Le vendite al dettaglio misurano ogni mese quanto spendono i consumatori nei negozi e online. Negli Stati Uniti il dato esce verso metà mese e fa reagire regolarmente il dollaro.
Guarda soprattutto le vendite al netto delle auto, o meglio il control group, che esclude anche benzina, materiali da costruzione e ristorazione. Gli acquisti di auto e il prezzo del carburante sono molto volatili e possono falsare la lettura. Questi numeri sono espressi in valore, quindi una parte del rialzo può derivare semplicemente dall'inflazione.
Per l'area euro e il Regno Unito le vendite al dettaglio di solito muovono meno la valuta rispetto agli Stati Uniti, perché escono più tardi e coprono un campo diverso. Restano utili per confermare una tendenza dei consumi, soprattutto quando vanno nella stessa direzione delle indagini sulla fiducia delle famiglie.
Indicatori anticipatori, coincidenti e ritardati
Non tutti gli indicatori raccontano lo stesso momento. Alcuni annunciano ciò che sta per succedere, altri confermano ciò che è già successo. Classificarli ti aiuta a capire quanta importanza dargli.
| Tipo | Esempi | Utilità per il trader |
|---|---|---|
| Anticipatori | PMI, nuovi ordini ISM, fiducia dei consumatori, permessi di costruzione | Anticipare un'inversione dell'economia |
| Coincidenti | Produzione industriale, vendite al dettaglio | Misurare l'attività del momento |
| Ritardati | PIL, tasso di disoccupazione | Confermare una tendenza già in atto |
Il mercato anticipa: reagisce quindi spesso più agli indicatori anticipatori che al PIL, che PMI e dati mensili hanno già in parte annunciato. Un PIL in linea con le attese a volte passa quasi inosservato, mentre un PMI che crolla di colpo può avviare una tendenza di diversi giorni.
Mettere insieme i numeri
- Non trarre conclusioni da un solo dato: cerca una serie coerente su più mesi.
- Confronta sempre con il consenso e con il dato precedente, e verifica le revisioni.
- Collega la crescita alla banca centrale: un'economia forte rinvia i tagli dei tassi.
- Osserva la divergenza tra le due economie di una coppia, per esempio PMI dell'area euro contro ISM americano per EUR/USD.
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