Il sentiment di mercato: risk-on, risk-off e report COT
- In risk-on il denaro va verso gli asset rischiosi; in risk-off si rifugia in dollaro, yen, franco svizzero e oro.
- Il report COT mostra ogni settimana come sono posizionati i grandi speculatori sui futures valutari.
- Un posizionamento estremo, degli speculatori come dei retail, segnala un rischio d'inversione, non un timing d'ingresso.
I dati macro non bastano a spiegare i prezzi. I mercati sono fatti di persone e fondi che hanno paura, che diventano troppo sicuri, che si precipitano tutti dalla stessa parte. Il sentiment descrive questo umore collettivo. Misurarlo ti aiuta a capire perché una valuta scende mentre la sua economia va bene, o perché un trend perde forza.
Risk-on e risk-off
I trader riassumono spesso l'umore del mercato in due parole. In risk-on gli investitori sono ottimisti: comprano azioni, valute ad alto rendimento e materie prime. In risk-off domina la paura: vendono questi asset e ripiegano sulla sicurezza.
| Asset | In risk-on | In risk-off |
|---|---|---|
| Indici azionari (S&P 500, DAX) | Rialzo | Ribasso |
| Dollaro australiano, dollaro neozelandese | Rialzo | Ribasso |
| Yen giapponese (JPY) | Ribasso | Rialzo |
| Franco svizzero (CHF) | Ribasso | Rialzo |
| Dollaro americano (USD) | Spesso in ribasso | Spesso in rialzo |
| Oro (XAU/USD) | Variabile | Spesso in rialzo |
Perché proprio queste valute rifugio? Lo yen beneficia del rimpatrio dei capitali giapponesi investiti all'estero quando il clima peggiora, e della chiusura dei carry trade finanziati in yen. Il franco svizzero gode della reputazione di stabilità della Svizzera. Il dollaro resta la valuta di riserva mondiale: in una crisi tutti hanno bisogno di dollari per rimborsare i debiti denominati in dollari.
Per capire in quale regime ti trovi, guarda alcuni termometri insieme: i grandi indici azionari, gli indici di volatilità azionaria, la coppia AUD/JPY spesso usata come barometro del rischio, e il comportamento dell'oro. Quando raccontano tutti la stessa storia, il regime è chiaro.
Il report COT della CFTC
Negli Stati Uniti la CFTC, l'autorità di vigilanza sui mercati dei futures, pubblica ogni settimana il report Commitments of Traders, o COT. Descrive in dettaglio le posizioni aperte sui contratti futures, tra cui quelli sulle principali valute quotati a Chicago: euro, sterlina, yen, franco svizzero, dollaro canadese, dollaro australiano, oltre a oro e petrolio.
Il report esce il venerdì pomeriggio, ora di New York, con le posizioni rilevate al martedì precedente. È quindi una foto con qualche giorno di ritardo. Non serve per il trading intraday, ma è prezioso per capire il posizionamento di fondo su più settimane.
| Categoria (report storico) | Chi? | Come usarla |
|---|---|---|
| Non-commercial | Grandi speculatori: fondi, gestori, trader professionisti | Seguire la loro posizione netta e individuare gli estremi |
| Commercial | Aziende che coprono un rischio reale di cambio o di materia prima | La loro posizione riflette la copertura, non una scommessa direzionale |
| Non-reportable | Piccoli operatori sotto le soglie di segnalazione | Indicazione secondaria |
- Posizioni long dei non-commercial
- 180.000 contratti
- Posizioni short dei non-commercial
- 60.000 contratti
- Posizione netta
- +120.000 contratti
- Confronto storico
- vicina al massimo degli ultimi anni
- Lettura
- gli speculatori sono già molto long sull'euro, restano pochi compratori potenziali
Numeri di fantasia. Un estremo del genere non dice quando il trend si invertirà, solo che il rischio d'inversione aumenta.
Il COT si usa in due modi. Finché la posizione netta cresce insieme al trend, conferma il movimento: il denaro speculativo continua ad arrivare. Quando tocca un estremo storico, diventa un avvertimento: se tutti sono già long, il minimo shock può scatenare un'ondata di vendite.
Esiste anche una versione più dettagliata del report, detta Traders in Financial Futures, che separa in particolare gli asset manager e i fondi a leva. I fondi a leva sono spesso i più reattivi: i loro cambi di posizione accompagnano le grandi svolte di trend. Per iniziare, la posizione netta dei non-commercial del report storico è più che sufficiente.
Tieni infine presente che il mercato dei futures di Chicago rappresenta solo una parte del mercato dei cambi, che si scambia soprattutto over-the-counter tra banche. Il COT dà un'indicazione affidabile del posizionamento speculativo, non un'immagine completa di tutti i flussi.
Il sentiment dei retail, in chiave contrarian
Molti broker pubblicano la quota di clienti retail long o short su ogni coppia. Questi dati vengono spesso usati in chiave contrarian. I retail tendono a comprare una valuta che scende sperando in un rimbalzo, e a vendere troppo presto una valuta che sale.
In concreto, se una larghissima maggioranza dei retail è long su una coppia in trend ribassista, molti trader lo leggono come un segnale che il calo può continuare: gli stop di questi compratori fanno da carburante alla discesa. Al contrario, un'inversione del posizionamento dei retail può accompagnare la fine di un trend.
Le due fonti si completano bene. Il COT mostra cosa fanno i grandi speculatori, spesso nella direzione del trend. Il sentiment dei retail mostra spesso il contrario. Quando gli speculatori sono massicciamente long su una valuta e i retail massicciamente short, il trend rialzista di solito è ben avviato; quando i due schieramenti finiscono dalla stessa parte, serve prudenza.
Inserire il sentiment nella tua routine
- Ogni mattina individua il regime: risk-on, risk-off o neutro, partendo dagli indici e da AUD/JPY.
- Ogni weekend annota la posizione netta dei non-commercial sulle tue valute e la sua evoluzione su quattro settimane.
- Individua gli estremi: ti rendono più prudente sulla prosecuzione del trend.
- Combina con l'analisi tecnica: un estremo di sentiment e una figura d'inversione su un livello chiave formano uno scenario più solido.
Verifica di aver capito
0 / 3Contenuto educativo, non una consulenza in materia di investimenti. Il trading con leva comporta un rischio elevato di perdere rapidamente il capitale: la maggior parte dei conti retail perde denaro con questi prodotti.